Federica Antonucci
Data: 2 Giugno 2009
Partecipanti: Federica Antonucci, Valerio Olivetti.
Pioveva e di questo eravamo tutti molto convinti.
Un pò meno convinti eravamo del fatto che Simone, Valerio e Michele fossero realmente sul punto di scendere un pozzo.
”Una smazzettata e si passa” dice Valerio, il quale però non fa che ripeterlo dal campo in matese dell’anno scorso.
Ma facciamo qualche passetto indietro : siamo in Matese, quindi c’è pozzo della neve. Bella, bianca e divertente… la grotta più bella del mondo e poi c’è questa grottarella che pare le sia proprio vicina… e poi ci sono le radio e pare che ci si senta da dentro pozzo della neve ed in prossimità della grotticina… devo dire altro?
L’hanno chiamata ‘terzo ingresso’ (e poi dicono che i campani sono superstiziosi…).
Il terzo ingresso però non ci sta. Oramai è quasi un anno che varie squadre si avvicendano nella disostruzione dell’incrollabile meandro che forse ci separa dalla bella signora. Gli ultimi della lista sono proprio quei tre che abbiamo nominato all’inizio del racconto. I tre possenti speleo, incuranti delle bellissime attrattive che il Matese offre,
(ci sono delle fantastiche forre ma piove e non si può andare, ci sono delle bellissime passeggiate ma piove e non si può andare e ci sono delle bellissime grotte ma piove e sono bagnate… mica starete pensando che in Matese piove sempre eh?) si sono quindi gettati, con ardore disotruttorio, nel fetido meandro cercando di guadagnare qualche metro.
Riappaiono la sera in evidente stato di eccitazione gridando “La piena, il pozzo!”.
Pur essendo zona di mirabili risorse (mozzarelle di bufala ed altro) i funghi allucinogeni purtroppo ancora non si trovano, quindi o sono rincoglioniti dalla pioggia oppure finalmente la grotta ha smesso di fare la ritrosa. Per farvela breve (mica vi starete annoiando eh!) i tre sostengono di trovarsi sull’orlo di un pozzo dal quale proviene un forte rumore d’acqua. Tale rombo (pare assordante!) ed il timore di una piena, ha convinto i nostri eroi ad andarsene via in fretta e furia omettendo gli ultimi colpetti che avrebbero permesso di scendere il pozzo. Insomma per il timore di un’ipotetica piena hanno mollato il pozzo… dei veri uomini!
Tralascio i dettagli sulle due ore discussione che hanno seguito il racconto. Posso solo accennare l’argomento principale: Simone, Valerio e Michele sono delle ‘speleopippe’ oppure ci stanno prendendo per il deretano? Sto pozzo è finto e quindi loro sono veri uomini o viceversa? Scatta a tutti la voglia di andare a vedere, tanto che c’è chi propone di abbandonare il focherello e la salsicetta per buttarsi nella fangazza… vi lascio facilmente immaginare che la proposta naufraga miseramente anche perchè fuori piove copiosamente (ve l’avevo accennato no?).
In ogni caso per l’indomani si prospetta uno squadrone agguerrito di 15 persone che vogliono entrare alle 7 di mattina per poi eventualmente ballare la samba dentro pozzo della neve. L’indomani ovviamente piove e dello squadrone non rimaniamo che io e Valerio. Mesti e scoraggiati dagli altri, i quali ci prendono per il culo dal saccoapelo, ci avviamo al ‘terzo ingresso’ con l’ombrello in mano ma con una segreta determinazione nel cuore: dai che forse si passa e dai che visto che ho dormito due ore, sto ancora sbronza, sento freddo ed ho già le mutande fradice ma comunque sto andando in un meandro di merda invece di stare spalmata davanti al camino, forse nostra signora speleofatina protettrice dello speleo coraggioso mi premierà con un bel pozzo e con chilometri di bianco meandro che finisce dentro pozzo della neve………..questo era più o meno il tono dei pensieri che ci si inumidivano in testa mentre ci avvicinavamo.
Dentro fango acqua e mazzetta mazzetta mazzetta (qualche porca pu…..quando la mazzetta finiva sul dito e qualche scheggietta nell’occhio.) e ancora mazzetta….e poi l’urlo di Vale “Sono passatoooooooooooooooooooo”.
E dai che sta fatina del cacchio c’ha premiato e si che è molto meglio stare qui invece che bere grappa al rifugio (questo non lo penso davvero, lo dico per incoraggiare le future generazioni di speleo)!
Dopo una lunga operazione di ‘piantaggio’ spit (le batterie del trapano ci avevano abbandonato il giorno precedente) si scende per il pozzo. E’ bello e pulito con delle fantastiche lame che si spezzano al primo tocco (ovviamente così bagnato che anche l’ultimo angolino di sottotuta asciutto si inzuppa). Il rombo dell’acqua è fortissimo e sul fondo si intravede un meandro che sembra continuare . Le grida di gioia che accompagnano la discesa sovrastano il rumore dell’acqua ma si smorzano al momento dell’ arrivo sul fondo: da una parte c’è un grande arrivo, impraticabile da risalire almeno per ora, (è quello che determina il forte rumore ed ha fatto scappare i nostri tre impavidi speleo del giorno prima) ed a sinistra parte un meandro mooolto stretto. Sigh! La prosecuzione più probabile sembra essere un ulteriore meandro che parte dalla sommità del pozzo. Anch’esso è abbastanza stretto ma sembra essere più praticabile dell’altro.
A’ fatina ma lo sai che te dico: ma vaff………..
All’uscita piove ancora (tanto per cambiare) i muscoli dolgono e le ginocchia sono blu però alla fine un po’ è vero che è stato tanto più divertente scendere il ‘finto pozzo’ al probabile ‘terzo ingresso’.
P.S. per sapere come continua (in tutti i sensi!) vi toccherà venire al campo in Matese 2009!
1 Commento/i
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L’acqua va a sinistra…
Ma a sinistra di che??????
Cavolo! Va verso PdN o verso Cul di Bove?
Insomma secondo me è l’affluente della scacchiera di Cul di Bove e il rapido tempo di attivazione corrsponderebbe alla casacata che ho iniziato a risalire anni fa lì dentro e che mi prese con una piena improvvisa perché fuori s’era messo a piovere!!!
Se così fosse… Niente terzo ma secondo!!!