Matese 2010. Cose dell’altro fondo

Ci sono consuetudini che tornano costanti quasi a divenire delle certezze. Anche quest’anno i faggi del Matese vedranno speleologi accamparsi intorno all’ingresso di Pozzo della Neve, per poi sparire ad uno ad uno sotto le foglie, nel buio.

L’appuntamento è dal 13 al 22 agosto. Gli obiettivi sono diversi, e se ne possono aggiungere degli altri a seconda della fantasia e dell’estro dei partecipanti.

A Pozzo della Neve c’è da proseguire l’esplorazione del Ramo dell’Invidia, grosso affluente che si immette nella grotta principale a -900, a valle della Fessura del Casco. Il ramo risale di quasi 300 m, per un dislivello complessivo dall’ingresso di circa 1200 metri. Questa distanza richiede l’allestimento di un campo avanzato oltre a quello permanente di Sala Franosa, che resta utilissimo per riposare e per chi voglia dare una mano al trasporto dei materiali.

Una squadra si sta formando anche per rivedere alcune zone nella parte verticale di Cul di Bove, attrezzando un campo interno a -500 con lo scopo di fare alcune risalite.

Sono possibili anche incursioni in zone meno profonde: ad esempio nella grotta Incrollabile una disostruzione attende chi voglia verificare le promesse fatte dall’aria.

Chi volesse dare una mano alla logistica esterna, quest’anno curata dal GGP di Terni, è ugualmente il benvenuto. Il bosco è grande ed invita ad esplorazioni sotto e sopra la superficie.

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