Campo Matese 2011

Anche quest’anno ci sarà il campo in Matese da sabato 13 agosto fino a martedì 23. Come gli anni scorsi ci “accamperemo”  nel  bosco che circonda la dolina di Pozzo della Neve.
Il campo sarà di tipo organizzato, con quota giornaliera di 7 euro comprensiva di cibo, acqua, elettricità, ecc. I materiali sono forniti da noi, chiediamo solo a chi partecipa di essere autosufficenti sul materiale personale (sacchi e carburo) e di portare eventualmente un po’ di materiale di magazzino  per attività giornaliere.

Come tutti gli anni la sbarra è chiusa da un lucchetto per evitare un accesso incontrollato ai boschi del matese. Quando arrivate alla sbarra  ( https://speleomatese.wordpress.com/come-arrivare/ ) conviene che ci contattiate per telefono ai numeri indicati sotto.

Il campo è a circa 3Km dalla sbarra.
Cosa si farà?
Pozzo della Neve
Ramo Ramò: il ramo, scoperto l’anno scorso, parte dalla sommità  del P80 e risale verso l’esterno fermandosi a circa 50 metri dalla superficie.
Questo lo rende un buon candidato per essere il tanto agognato nuovo ingresso post sifone. Si continuerà a risalire e si tenterà il contatto interno/esterno.
Pozzo Schiffer: non sembra manchi molto per arrivare in cima a questa lunga risalita di oltre cento metri!
Ramo dell’Invidia: bellissimo e profondo ramo che ci vede fermi, dall’ultima esplorazione dell’anno scorso, su  un  passaggio semiallagato. Non si può certo rimanere con la curosità……bisogna andare a vedere cosa ci aspetta oltre il passaggio!

Mentre il Ramo Ramò si raggiunge rapidamente   dall’esterno,  per le attività  in profondità viene  sfruttato il campo interno a -800 che accoglie comodamente 7-8 persone.

Esterno.
La scoperta di rami, che da  Pozzo della Neve si avvicinano così tanto all’esterno, ci spingono ad incrementare gli sforzi sia nello scavo di varie aperture  sia nelle ricerca di nuovi ingressi, sopratutto nella zona del Fosso di Iacoferrato, sotto cui si sviluppano sia il Ramo Ramò che il Ramo dell’Invidia.

Altri obiettivi
Come sempre il campo speleomatese dà spazio ad ogni iniziativa personale, anzi conta sulle capacità di ognuno di portare nuove idee.
Le conoscenze finora acquisite, che mettiamo a disposizione di tutti, speriamo siano un punto di partenza per scoprire  il Matese.
Pozzo della Neve  attende  nuovi occhi e nuovi strumenti!

Chi volesse dare una mano alla logistica esterna, quest’anno curata  dagli Speleologi Molisani, è ugualmente il benvenuto. Il bosco è grande ed invita ad esplorazioni sotto e sopra la superficie. Insomma, come sempre, c’è posto per tutti.

Speleomatesatevi anche voi!!!!


Leonardo 3204318675

Valerio 3494226899

aggiornamento: sbarra e sifone

SBARRA. Una settimana fa siamo passati per Sella del Perrone. La sbarra, oltre che priva di lucchetto, è danneggiata. Probabilmente a causa dell’usura, il cardine ha ceduto qualche millimetro, quindi tutta la sbarra si è poggiata sullo stipite sinistra, quindi per aprirla e chiuderla c’è bisogno di un po’ di forza. Meglio essere in due.
Abbiamo già avvisato il comune di Campochiaro, che sta provvedendo alla riparazione. Se il tutto viene ripristinato prima dell’inizio del campo, ci sarà il lucchetto e la chiave, come al solito, nel posto concordato. Altrimenti la troverete aperta ma dura da aprire.

SIFONE. Sms ricevuto ieri sera da Luigi: “Dopo qualche tribolazione, ecco che il budello fiata. Pian piano il livello dell’acqua scende. Chi entra adesso per rifinire le operazioni?”.
Da ieri, oltre a Luigi, sono sul posto Luciano Santagata, Geppino Civitillo e Nicola di Castello.

A breve ulteriori aggiornamenti

Matese 2010. Cose dell’altro fondo

Ci sono consuetudini che tornano costanti quasi a divenire delle certezze. Anche quest’anno i faggi del Matese vedranno speleologi accamparsi intorno all’ingresso di Pozzo della Neve, per poi sparire ad uno ad uno sotto le foglie, nel buio.

L’appuntamento è dal 13 al 22 agosto. Gli obiettivi sono diversi, e se ne possono aggiungere degli altri a seconda della fantasia e dell’estro dei partecipanti.

A Pozzo della Neve c’è da proseguire l’esplorazione del Ramo dell’Invidia, grosso affluente che si immette nella grotta principale a -900, a valle della Fessura del Casco. Il ramo risale di quasi 300 m, per un dislivello complessivo dall’ingresso di circa 1200 metri. Questa distanza richiede l’allestimento di un campo avanzato oltre a quello permanente di Sala Franosa, che resta utilissimo per riposare e per chi voglia dare una mano al trasporto dei materiali.

Una squadra si sta formando anche per rivedere alcune zone nella parte verticale di Cul di Bove, attrezzando un campo interno a -500 con lo scopo di fare alcune risalite.

Sono possibili anche incursioni in zone meno profonde: ad esempio nella grotta Incrollabile una disostruzione attende chi voglia verificare le promesse fatte dall’aria.

Chi volesse dare una mano alla logistica esterna, quest’anno curata dal GGP di Terni, è ugualmente il benvenuto. Il bosco è grande ed invita ad esplorazioni sotto e sopra la superficie.

Ponte dell’8 dicembre

Il ponte dell’8 dicembre ci ha offerto il pretesto per una nuova immersione in Speleomatese. Ormai non aspettiamo che due tre giorni di fila per tornare su quelle montagne. Domenica si è concluso il corso del GS Matese, con l’ultima uscita all’Inghiottitoio della Pincera, grotticina che meriterebbe uno sguardo nuovo. Contemporaneamente una squadretta è entrata a Cul di Bove armata di trapano e buona volontà, ma la piena ha dato il meglio di sé, costringendo a ripiegare. Lunedì giro in cerca di buchi in zona Campo dell’Acero, gran bel posto e gran bella luce. Lunedì sera baldoria al rifugio per la cena di fine corso. Martedì uno schifido tempo uggioso ci ha costretti a scendere a bassa quota: una risalita nella Forra del Torano non ci ha concesso l’agognata grotta ma un bel frammento di vaso che potrebbe risalire all’età del Bronzo.

Nei prossimi giorni forniremo maggiori dettagli.

Durante il ponte c’è stato un bell’andirivieni. Lunedì e martedì c’erano: Geppino Civitillo, Ivan Martino, Manuela Merlo, Lello Massimi Alunni, Luigi Russo, Natalino Russo, Enrico Santagata e Nicola fresco di corso.

Si parte

Ci siamo. Uno dopo l’altro, i primi speleomatesini stanno confluendo nella dolina di Pozzo della Neve per l’allestimento del campo. Tra materiali, cibo, ferramenta, vino e spese  varie siamo già cotti. Già per stasera sono previste oltre venticinque persone. Da domani dovremmo essere una quarantina. E nel ponte di ferragosto chissà.

Grazie intanto a quelli che stanno collaborando alla buona riuscita di questo campo. Ivan ha preparato il materiale ed è alla ricerca di un gruppo elettrogeno più efficiente. Valerio e Valentina sono sul posto da ieri: stanno facendo a cazzotti con il gruppo elettrogeno e la pompa per svuotare il sifone a -110. Luciano sta salendo carico di pane e bombola di gas. Il materiale per il campo interno, il cibo generale e altre cianfrusaglie sono già al rifugio, pronti per essere caricati. La chiave della sbarra, gentilmente offerta dal comune di Campochiaro, è al solito posto. Maria Pia a Caiazzo ha fatto spesa di verdura e roba fresca; Luigi e Federica stanno andando a prenderla. Leonardo sale nel pomeriggio con tavoli, panche, teli, olio e tutto il magazzino del Molise. Cecilia arriva stasera col materiale dello SCR. Manuela e Natalino sono in viaggio con la seconda Skodella piena come un uovo. Nel pomeriggio arriva anche il cisternone con l’acqua. Eccetera eccetera.

Allora un altro fondo è possibile?

Meno tre

Ricordate il conto alla rovescia partito subito dopo il campo del 2008? Era per quello di quest’anno. E segna ormai meno tre. Mancano solo tre giorni. Mercoledì 12 saremo tutti nella dolina di Pozzo della Neve per installare cucina, tavoli, serbatoio dell’acqua, etc.

Questa settimana abbiamo provveduto a fare la spesa, quasi tutta tranne le cose fresche, che prenderemo all’ultimo momento. Con l’acqua siamo a posto: serbatoio da cinquemila litri, come l’anno scorso. Con la chiave della sbarra pure: siamo andati a Campochiaro a prenderla, quindi anche quest’anno l’accesso al campo sarà stracomodo.

Siamo stati a Baronissi a ritirare il pacco di materiale che servirà ad allestire il campo interno a Sala Franosa. Abbiamo la tenda offerta da Duegisport, e sacchi a pelo con relativi sacchi lenzuolo in similseta, materassini, fornelli, bombole, popote, etc.

Con gran mal di schiena di chi lo ha trasportato e della macchina che ha messo a dura prova gli ammortizzatori, spesa e materiale per il campo interno è già sul Matese. Mancano soltanto i dettagli.

Skodella da trasportoAbbiamo controllato anche la ricezione dei cellulari, e confermiamo che almeno wind e tim prendono. Certo non ovunque: bisogna spostarsi e cercare il punto giusto, ma si riesce a chiamare e ricevere.

Al campo sarà presente una troupe dell’associazione Culture Sotterranee di Terni che insieme a Tullio Bernabei inizierà le riprese per un documentario sull’esplorazione di Pozzo della Neve.

Ci sarà anche un gruppo di speleologi ungheresi già pratici del Matese. Dovrebbero essere in quindici.

Nei prossimi giorni ulteriori aggiornamenti. Intanto siate generosi e portate più materiale possibile. Fa comodo tutto: trapani, batterie, corde possibilmente da 9, fix, attacchi possibilmente inox, sacchi che scarseggiano sempre, un po’ di fettuccia, un po’ di carburo. Il campo si regge sulla generosità di gruppi e singoli partecipanti.

PS. Non ci stanchiamo di ripeterlo: ricordatevi posate, bicchiere e piatto personali. Limitiamo lo spreco di plastica.

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La genesi del finto pozzo

Luigi Russo
Data: 1 Giugno 2009
Partecipanti: Cecilia Gigante, Lucilla Lustri, Lello Massimi Alunni, Michele Marzulli, Luigi Russo.

Matese, Sella del Perrone, rifugietto la Casella. Anche questa volta siamo in tanti, ma il tempo meteorologico non ci assiste. Io speravo nel sole; invano. L’obiettivo è lo stesso degli ultimi tempi, forzare, manzando, la strettoia in Incrollabile per cercar di entrare in PdN in tutte le stagioni. Pian piano giungono i componenti di questo microcampo: Natalino, Manuela, Cecilia, Lucilla, io, poi Simone, Valentina, Federica, Valerio (CAI Roma), Leonardo e Daniela da Campobasso, Lello da Città di Castello.
La mattina di domenica 31 maggio aspettiamo Lello, che è ancora in viaggio. Arriva. Prepariamo ancora qualche manzo e nel frattempo si mangiucchia fino a sfociare in un vero e proprio pranzo. Si entra che sono le 15: Lello, Cecilia, Lucilla, Michele ed io. Sono l’ultimo a scendere, comincia a piovere, forte e sento gli amici (Leonardo, Daniela, Natalino e Manuela) che tornano dalla camminata che li ha visti percorrere alcuni tratti di Addio all’Impero dall’esterno.
Hanno seguito tutto il ramo esternamente, individuando due buchi già visti in passato.

Entro. La grotta è asciutta, molto, ed è un piacere starci dentro. Nel primo passaggio stretto e disostruito oramai anni fa, risistemo il cavo della 220 v che serpeggia in mezzo ai sassi. Si lavora sistematicamente: Lello, io. Poi si fa esplodere con la dueevventi. Almeno ci si prova. Ma dato che la presa ha l’antiscossa, ossia, la protezione che impedisce di infilarci una qualsiasi cosa, la smontiamo, con un coltello, col sangue alla gola, preoccupati per la cara duevvventi… stronza !!!, ci ha anche provato.
Cecilia e Lucilla tolgono le pietre, Michele ripulisce il tutto; così, fino a che i manzi non si esauriscono (circa 30). Alla fine valutiamo il tutto.

“Abbiamo disostruito almeno due metri, e buoni”.
Qualcuno si ficca, poi Lucilla, la più piccola di tutti va avanti per due S. Si ferma a causa di una lama che rimpicciolisce ancor più il passaggio. Da là si intuisce qualcosa di più largo. Ai gridi si susseguono sensibili rimbombi.

“Sì, deve esserci qualcosa di più largo”.
Intanto si è fatto tardi. Sono circa le 21 quando decidiamo di uscire. Mentre gli altri si avviano, faccio compagnia a Michele che intende forzare ancora una volta. Lo stretto gli si fa subito presente e dopo poco molla.

“Dai, domani qualcuno torna dentro per continuare la disostruzione e …”
Fuori piove a dirotto, per la strada che sale verso CdB ci sono veri e propri torrenti di acqua mista a fango.
Alla macchina, cambiarsi è una vera e propria tragedia, si fa di tutto per non infangare la mia povera Focus.
Al rifugio ci sono tutti, sono arrivati anche gli altri da Roma e domani porteranno avanti il lavoro.

1 giugno.
Noi (Lucilla, Cecilia, Lello ed io) si fa un giro verso il sifone di PdN (pieno/pieno), Federica e Valentina provano a raggiungere il primo lago di CdB per lasciare un fluoro-captore, e Michele, Valerio, Simone, si danno alla disostruzione in Incrollabile. Quando usciranno ci racconteranno del deciso approfondimento oltre le due S. Siamo in pochi a crederci, tutti insieme non facciamo che chiedere e richiedere conferma.

2 giugno.
Mentre si sistema il rifugio e le tende, oramai zuppe d’acqua, Federica e Valerio tornano in Incrollabile. Ci racconteranno del pozzo sceso; 6-7 m, del fiume d’acqua sporca raggiunto e del nuovo stretto da manzare.
Cazzo !!!

Un finto pozzo ad un probabile ingresso

Federica Antonucci
Data: 2 Giugno 2009
Partecipanti: Federica Antonucci, Valerio Olivetti.

Pioveva e di questo eravamo tutti molto convinti.
Un pò meno convinti eravamo del fatto che Simone, Valerio e Michele fossero realmente sul punto di scendere un pozzo.
”Una smazzettata e si passa” dice Valerio, il quale però non fa che ripeterlo dal campo in matese dell’anno scorso.
Ma facciamo qualche passetto indietro : siamo in Matese, quindi c’è pozzo della neve. Bella, bianca e divertente… la grotta più bella del mondo e poi c’è questa grottarella che pare le sia proprio vicina… e poi ci sono le radio e pare che ci si senta da dentro pozzo della neve ed in prossimità della grotticina… devo dire altro?

L’hanno chiamata ‘terzo ingresso’ (e poi dicono che i campani sono superstiziosi…).
Il terzo ingresso però non ci sta. Oramai è quasi un anno che varie squadre si avvicendano nella disostruzione dell’incrollabile meandro che forse ci separa dalla bella signora. Gli ultimi della lista sono proprio quei tre che abbiamo nominato all’inizio del racconto. I tre possenti speleo, incuranti delle bellissime attrattive che il Matese offre,
(ci sono delle fantastiche forre ma piove e non si può andare, ci sono delle bellissime passeggiate ma piove e non si può andare e ci sono delle bellissime grotte ma piove e sono bagnate… mica starete pensando che in Matese piove sempre eh?) si sono quindi gettati, con ardore disotruttorio, nel fetido meandro cercando di guadagnare qualche metro.

Riappaiono la sera in evidente stato di eccitazione gridando “La piena, il pozzo!”.

Pur essendo zona di mirabili risorse (mozzarelle di bufala ed altro) i funghi allucinogeni purtroppo ancora non si trovano, quindi o sono rincoglioniti dalla pioggia oppure finalmente la grotta ha smesso di fare la ritrosa. Per farvela breve (mica vi starete annoiando eh!) i tre sostengono di trovarsi sull’orlo di un pozzo dal quale proviene un forte rumore d’acqua. Tale rombo (pare assordante!) ed il timore di una piena, ha convinto i nostri eroi ad andarsene via in fretta e furia omettendo gli ultimi colpetti che avrebbero permesso di scendere il pozzo. Insomma per il timore di un’ipotetica piena hanno mollato il pozzo… dei veri uomini!

Tralascio i dettagli sulle due ore discussione che hanno seguito il racconto. Posso solo accennare l’argomento principale: Simone, Valerio e Michele sono delle ‘speleopippe’ oppure ci stanno prendendo per il deretano? Sto pozzo è finto e quindi loro sono veri uomini o viceversa? Scatta a tutti la voglia di andare a vedere, tanto che c’è chi propone di abbandonare il focherello e la salsicetta per buttarsi nella fangazza… vi lascio facilmente immaginare che la proposta naufraga miseramente anche perchè fuori piove copiosamente (ve l’avevo accennato no?).
In ogni caso per l’indomani si prospetta uno squadrone agguerrito di 15 persone che vogliono entrare alle 7 di mattina per poi eventualmente ballare la samba dentro pozzo della neve. L’indomani ovviamente piove e dello squadrone non rimaniamo che io e Valerio. Mesti e scoraggiati dagli altri, i quali ci prendono per il culo dal saccoapelo, ci avviamo al ‘terzo ingresso’ con l’ombrello in mano ma con una segreta determinazione nel cuore: dai che forse si passa e dai che visto che ho dormito due ore, sto ancora sbronza, sento freddo ed ho già le mutande fradice ma comunque sto andando in un meandro di merda invece di stare spalmata davanti al camino, forse nostra signora speleofatina protettrice dello speleo coraggioso mi premierà con un bel pozzo e con chilometri di bianco meandro che finisce dentro pozzo della neve………..questo era più o meno il tono dei pensieri che ci si inumidivano in testa mentre ci avvicinavamo.
Dentro fango acqua e mazzetta mazzetta mazzetta (qualche porca pu…..quando la mazzetta finiva sul dito e qualche scheggietta nell’occhio.) e ancora mazzetta….e poi l’urlo di Vale “Sono passatoooooooooooooooooooo”.
E dai che sta fatina del cacchio c’ha premiato e si che è molto meglio stare qui invece che bere grappa al rifugio (questo non lo penso davvero, lo dico per incoraggiare le future generazioni di speleo)!
Dopo una lunga operazione di ‘piantaggio’ spit (le batterie del trapano ci avevano abbandonato il giorno precedente) si scende per il pozzo. E’ bello e pulito con delle fantastiche lame che si spezzano al primo tocco (ovviamente così bagnato che anche l’ultimo angolino di sottotuta asciutto si inzuppa). Il rombo dell’acqua è fortissimo e sul fondo si intravede un meandro che sembra continuare . Le grida di gioia che accompagnano la discesa sovrastano il rumore dell’acqua ma si smorzano al momento dell’ arrivo sul fondo: da una parte c’è un grande arrivo, impraticabile da risalire almeno per ora, (è quello che determina il forte rumore ed ha fatto scappare i nostri tre impavidi speleo del giorno prima) ed a sinistra parte un meandro mooolto stretto. Sigh! La prosecuzione più probabile sembra essere un ulteriore meandro che parte dalla sommità del pozzo. Anch’esso è abbastanza stretto ma sembra essere più praticabile dell’altro.
A’ fatina ma lo sai che te dico: ma vaff………..
All’uscita piove ancora (tanto per cambiare) i muscoli dolgono e le ginocchia sono blu però alla fine un po’ è vero che è stato tanto più divertente scendere il ‘finto pozzo’ al probabile ‘terzo ingresso’.

P.S. per sapere come continua (in tutti i sensi!) vi toccherà venire al campo in Matese 2009!

Minicampo del ponte del 2 giugno

Nel fine settimana-ponte del 30 maggio-2 giugno abbiamo organizzato un mini campo in Matese, allo scopo di riprendere i lavori a Incrollabile, la grotta che potrebbe consentire l’apertura di un nuovo ingresso a Pozzo della Neve.

Ahinoi, il minicampo ha rischiato seriamente di annegare. La pioggia si è abbattuta torrenziale, per tre giorni filati, sul rifugio sulla faggeta e sulle grotte. Chirurgicamente. Infatti dal giorno successivo, quando ormai eravamo ognuno a casa sua, il sole è tornato a splendere.

Mentre i ghiri se ne stavano avvoltolati a ronfare nel sottotetto (come dagli torto…), diverse squadre si sono avvicendate ad Incrollabile, superando la strettoia (circa 6 metri disostruiti in totale) e affacciandosi su un paio di saltini con torrentello attivato dalla pioggia. La grotta continua, quindi torneremo presto. Tra due settimane? Esorto tutti a mandare in lista le relazioni sul lavoro fatto, per condividerlo e per documentare.

Domenica, prima che iniziasse il diluvio, abbiamo anche fatto un lungo giro in esterno, percorrendo la traccia delle porzioni più superficiali del rilievo di PdN. Abbiamo seguito soprattutto Addio all’Impero, mettendo in carta con precisione 2-3 buchi che avevamo iniziato a disostruire qualche anno fa, e su cui abbiamo lavorato fino al 2004. A quanto pare stanno esattamente in testa al ramo, quindi varrebbe la pena di darci un altro sguardo.

Hanno partecipato al minicampo: Federica Antonucci CAIRM, Leonardo Colavita SM, Daniela ? SM, Cecilia Gigante SCR, Simone Ianniello CAIRM, Valentina Miglio CAIRM, Lucilla Lustri SCR, Lello Massimi Alunni SSCC, Manuela Merlo GSG, Michele Marzulli GSV, Valerio Olivetti CAIRM, Luigi Russo SSCC GSM, Natalino Russo GSG GSM.

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